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Medicina estetica e sicurezza del paziente: intervista al chirurgo estetico Gennaro Barbuto
La medicina estetica sta vivendo una profonda trasformazione: non più soltanto un insieme di trattamenti finalizzati a rincorrere la giovinezza, ma un vero e proprio percorso integrato che punta a migliorare la qualità della vita e la consapevolezza del proprio corpo. “L’eccessiva creatività è il nemico. Non siamo artisti, siamo medici, abbiamo l’obbligo di conoscere. In quanto medici dobbiamo puntare all’armonia della persona, non a una perfezione standardizzata e pericolosa”. È questo il monito lanciato da Giulio Borbon sul palco a Parigi in occasione dell’edizione 2023 di IMCAS, il congresso mondiale di chirurgia estetica, alla luce dei dati che vedono il rifacimento delle labbra con filler o botox come primo approccio alla chirurgia estetica in pazienti sempre più giovani.
Tuttavia, a differenza di quanto si creda la medicina estetica non si occupa unicamente di inestetismi, ma è anche una medicina preventiva: è indirizzata alla prevenzione e al trattamento medico degli inestetismi/dismorfismi, ma soprattutto delle cause che li hanno prodotti. Mira al perseguimento del benessere psico-fisico del paziente, alla prevenzione e trattamento dell’invecchiamento in tutte le fasce di età, non solo inteso come fenomeno estetico, ma come prevenzione di tutte quelle patologie ad esso collegate. Ne abbiamo parlato con il dottor Gennaro Barbuto, medico estetico e socio SIME, che ci ha raccontato come la sicurezza, l’innovazione tecnologica e la naturalezza dei risultati stiano ridefinendo i canoni della bellezza contemporanea.
Dottor Barbuto, quale relazione intercorre oggi tra medicina estetica e sicurezza della salute del paziente?
I due ambiti sono strettamente connessi. La medicina estetica è sempre più all’avanguardia e propone tecniche innovative che consentono di correggere gli inestetismi con standard di sicurezza sempre più elevati. La salute del paziente resta al centro di ogni trattamento. L’obiettivo della chirurgia deve infatti essere quello di guidare il paziente in un percorso verso la riscoperta della propria e unica bellezza, una consapevolezza alla quale è possibile arrivare grazie allo studio approfondito dell’anatomia di ogni persona e al rispetto delle caratteristiche individuali.

Gennaro Barbuto
Condivido pienamente la visione della SIME, di cui sono anche socio. Oggi la medicina estetica si sta orientando verso un approccio rigenerativo, finalizzato a migliorare gli stili di vita e la giovinezza dei tessuti. Non si tratta solo di un intervento estetico, ma di un percorso strutturato e personalizzato, costruito in sinergia tra medico e paziente. Quest’ultimo, infatti, prosegue il lavoro intrapreso in studio attraverso la modifica del proprio stile di vita.
Quali sono le tendenze più richieste e quali canoni di bellezza rincorrono oggi i pazienti?
Negli anni le tendenze sono cambiate radicalmente. In passato il paziente cercava risultati evidenti, dove la ‘mano’ del medico fosse chiaramente visibile. Oggi, invece, la bellezza deve apparire naturale: il tocco del medico deve esserci, ma non deve essere percepito. Il principio guida è ‘migliorare senza stravolgere’. Ed è esattamente questa la mia visione della medicina estetica.
Quali interventi hanno registrato i progressi più significativi negli ultimi tempi?
Un esempio importante è il rinofiller, che consente di migliorare l’estetica del naso senza bisturi, attraverso semplici iniezioni correttive: un’innovazione che ha cambiato la vita di molti pazienti. Anche il filler labbra ha vissuto un’evoluzione significativa: le nuove tecniche e le formulazioni di ultima generazione permettono di ottenere risultati dinamici e naturali, evitando l’effetto statico e artificiale. A mio avviso, tuttavia, la vera rivoluzione è rappresentata dall’uso “out of the box” della tossina botulinica: oltre alle classiche indicazioni estetiche, oggi viene impiegata anche per trattare bruxismo, iperidrosi e spasmi post-traumatici, con risultati temporanei ma molto efficaci. Le tossine di nuova generazione sono sempre più performanti e la mia attenzione si concentra costantemente su queste innovazioni, importando tecniche all’avanguardia dai principali congressi internazionali.
Qual è il futuro della medicina estetica?
La medicina estetica ha davanti a sé un futuro sempre più tecnologico e mini-invasivo. Credo che assisteremo a un aumento di procedure capaci di risolvere in modo mirato le problematiche estetiche, garantendo risultati ottimali con interventi sempre meno invasivi. Parallelamente, crescerà l’importanza della medicina estetica rigenerativa, che progressivamente andrà a sostituire molte delle attuali tecniche iniettive: al volume artificiale si preferirà la rigenerazione naturale dei tessuti. Il mio obiettivo è restare costantemente aggiornato su nuove tecniche e innovazioni provenienti da tutto il mondo. Stay tuned!







