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Modena punto di riferimento per le malattie metaboliche
Modena si conferma uno dei principali centri italiani per lo studio e la cura delle malattie metaboliche, con particolare attenzione a una condizione ancora poco conosciuta ma clinicamente rilevante: l’iperlipoproteinemia(a), spesso indicata come elevati livelli di lipoproteina(a) o Lp(a).
Si tratta di una forma di dislipidemia su base genetica, che può rimanere silente per molti anni ma che è associata a un aumento del rischio cardiovascolare, tra cui infarto, ictus e malattie delle valvole cardiache.
Le malattie cardiovascolari restano ancora oggi la principale causa di morte nei Paesi occidentali. Tra i fattori di rischio più studiati ci sono colesterolo, pressione arteriosa e stili di vita.
Accanto a questi, la lipoproteina(a) sta emergendo come elemento importante ma spesso non incluso negli screening di routine. Si stima che fino al 20-30% della popolazione possa presentare valori elevati, con un rischio cardiovascolare aumentato anche in presenza di altri parametri nella norma.
Proprio per questo motivo, la diagnosi precoce rappresenta un elemento chiave per individuare i soggetti a rischio e intervenire tempestivamente.
Presso l’Ospedale Civile di Baggiovara dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena, la Struttura di Medicina Interna a indirizzo metabolico-nutrizionale segue ogni anno migliaia di pazienti con dislipidemie e patologie metaboliche.
Il centro è parte della rete nazionale LIPIGEN, coordinata dalla Società Italiana per lo Studio dell’Aterosclerosi (SISA) e collegata alla rete europea della European Atherosclerosis Society (EAS).
Queste collaborazioni permettono di operare secondo protocolli condivisi e aggiornati a livello internazionale, garantendo standard elevati nella diagnosi e nella presa in carico dei pazienti.
Prevenzione e gestione del rischio
Ad oggi non esistono terapie specifiche approvate per ridurre direttamente la lipoproteina(a). Per questo motivo l’approccio clinico si concentra sulla riduzione del rischio cardiovascolare complessivo.
Un ruolo centrale è svolto dalla prevenzione:
- alimentazione equilibrata
- attività fisica regolare
- controllo di colesterolo LDL e pressione arteriosa
- gestione delle eventuali patologie metaboliche associate
In alcuni casi vengono utilizzati farmaci per ridurre il rischio cardiovascolare globale, mentre nei casi più complessi si può ricorrere a procedure specialistiche come l’aferesi lipoproteica, che consente la rimozione delle lipoproteine dal sangue.
Ricerca e nuove prospettive terapeutiche
Il centro di Modena è anche impegnato in attività di ricerca clinica internazionale su nuove terapie innovative. Tra i farmaci in studio ci sono molecole che agiscono direttamente sulla produzione della lipoproteina(a): una terapia a RNA interferente in grado di ridurre i livelli anche oltre il 90% e una nuova molecola orale che ha mostrato riduzioni fino al 70% nei livelli di Lp(a)
Si tratta di sviluppi che potrebbero cambiare in modo significativo lo scenario terapeutico nei prossimi anni, aprendo la strada a trattamenti più mirati e personalizzati. All’interno del percorso assistenziale, i pazienti vengono seguiti in modo continuativo, dalla diagnosi al follow-up, con il coinvolgimento di diverse figure professionali. Questo approccio multidisciplinare consente di monitorare l’evoluzione della malattia, prevenire complicanze cardiovascolari e adattare le terapie alle esigenze individuali La collaborazione con centri nazionali e internazionali rafforza ulteriormente il ruolo di Modena come punto di riferimento nel campo delle malattie metaboliche.
Perché è importante la diagnosi precoce
Nonostante la sua diffusione, la lipoproteina(a) è ancora poco conosciuta e spesso non viene misurata nei controlli di routine.
L’accesso a test specifici e a centri specializzati può fare la differenza nell’identificazione precoce del rischio cardiovascolare, permettendo interventi preventivi più efficaci.
In questa prospettiva, l’integrazione tra assistenza clinica e ricerca rappresenta un elemento chiave per migliorare la salute cardiovascolare della popolazione e rafforzare la cultura della prevenzione.







