Questo sito Web utilizza i cookie in modo che possiamo fornirti la migliore esperienza utente possibile. Le informazioni sui cookie sono memorizzate nel tuo browser ed eseguono funzioni come riconoscerti quando ritorni sul nostro sito Web e aiutare il nostro team a capire quali sezioni del sito Web trovi più interessanti e utili.
Sanità, quasi 9 euro su 10 di spesa privata sono pagati dalle famiglie
Nel 2025 l’85,9% della spesa sanitaria privata è stata sostenuta direttamente dai cittadini. Un dato che evidenzia il peso dell’out-of-pocket e riporta al centro il tema della protezione sanitaria e della sanità integrativa
Quasi 9 euro su 10 della spesa sanitaria privata in Italia sono pagati direttamente dalle famiglie. Nel 2025, secondo il 9° Rapporto della Fondazione GIMBE sul Servizio Sanitario Nazionale, la spesa sanitaria privata ha raggiunto 49,33 miliardi di euro: 42,36 miliardi sono stati sostenuti direttamente dai cittadini, mentre 6,97 miliardi sono stati intermediati da fondi sanitari, assicurazioni e altri soggetti.
L’85,9% della spesa privata sostenuta direttamente dalle famiglie racconta un sistema nel quale il ricorso alle risorse familiari continua a essere la modalità prevalente per sostenere le prestazioni sanitarie private. Un dato che apre una riflessione non soltanto sulla capacità di spesa delle famiglie, ma anche sugli strumenti disponibili per affrontare un bisogno di salute senza trasformarlo in un imprevisto economico.
Visite specialistiche, esami diagnostici, prestazioni odontoiatriche, fisioterapia e interventi possono rappresentare una voce significativa del bilancio familiare. A differenza di molte spese programmabili, però, un bisogno sanitario può presentarsi senza preavviso o in un momento in cui le risorse disponibili sono già impegnate.
Il tema non riguarda soltanto il costo della singola prestazione. Quando l’accesso alle cure richiede di ricorrere al privato, la capacità di sostenere direttamente la spesa può diventare un fattore rilevante nelle scelte della persona e della famiglia.
I dati fotografano una situazione strutturale. Nel 2025 la spesa sanitaria sostenuta direttamente dalle famiglie ha raggiunto 42,36 miliardi di euro, pari al 22,3% della spesa sanitaria complessiva. Secondo l’analisi della Fondazione GIMBE, il valore supera da anni la soglia del 15% indicata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come riferimento per valutare il rischio che la spesa diretta comprometta equità e accessibilità delle cure.
A questo si aggiunge un altro dato significativo: nel 2024 5,8 milioni di persone, pari al 9,9% della popolazione, hanno rinunciato ad almeno una prestazione sanitaria di cui avevano bisogno, secondo le elaborazioni GIMBE sui dati ISTAT. Di fronte a questo scenario, la Sanità Integrativa può rappresentare uno strumento complementare al Servizio Sanitario Nazionale, contribuendo a sostenere una parte delle spese sanitarie secondo le condizioni previste dai singoli piani.
È qui che entra in gioco la logica della mutualità: una comunità di persone contribuisce a un sistema comune che, secondo le condizioni previste dai singoli sussidi, permette di offrire forme di assistenza e sostegno a chi si trova ad affrontare un bisogno sanitario. La protezione, però, va valutata in una fase preventiva. Prestazioni, condizioni di accesso, decorrenze ed eventuali periodi di carenza dipendono dal singolo piano e devono essere conosciuti prima dell’adesione.
In questo senso, prevenire significa anche pianificare: non soltanto prendersi cura della propria salute prima che emerga un problema, ma valutare per tempo quali strumenti possono contribuire ad affrontarne anche le conseguenze economiche.
Il valore della mutualità
È su questo principio che Health Italia promuove Mutua MBA, società di Mutuo Soccorso e organizzazione no-profit, che opera nel rispetto del principio mutualistico, con l’obiettivo di contribuire alla realizzazione di un sistema di welfare inclusivo e integrativo al Servizio Sanitario Nazionale. Il modello mutualistico permette di mettere in comune risorse e servizi destinati a sostenere i soci e gli assistiti nelle diverse esigenze previste dai singoli sussidi sanitari. Un approccio che affianca alla protezione sanitaria anche la diffusione della cultura della mutualità e della prevenzione.
Al modello mutualistico di Mutua MBA si affiancano società specialistiche del Gruppo Health Italia: Health Assistance, con oltre 8.500 convenzioni sanitarie e 15.000 professionisti sul territorio; Health Point, per l’assistenza sanitaria a distanza e le prestazioni presso Medical Care Formello e le strutture convenzionate; Hi Welfare, dedicata al welfare aziendale. A queste si aggiunge Banca delle Visite, il progetto nato per sostenere chi si trova in difficoltà economica e ha bisogno di visite o prestazioni sanitarie.
I numeri della Fondazione GIMBE mostrano quindi una caratteristica precisa del sistema italiano: la maggior parte della spesa sanitaria privata continua a essere sostenuta direttamente dalle famiglie, anche se nel 2025 la spesa intermediata da fondi sanitari e assicurazioni è cresciuta del 10,1% rispetto all’anno precedente.
In questo scenario, la mutualità può rappresentare una delle forme attraverso cui condividere e distribuire nel tempo una parte del rischio economico legato ai bisogni sanitari, affiancando e non sostituendo il Servizio Sanitario Nazionale.
Valutare una forma di sanità integrativa richiede naturalmente di conoscere caratteristiche, prestazioni, condizioni e modalità di accesso del singolo piano. Ma il principio alla base è semplice: la protezione sanitaria è più efficace quando viene valutata prima che il bisogno diventi un’urgenza.
*Fonti: 9° Rapporto GIMBE sul Servizio Sanitario Nazionale, Fondazione GIMBE
*Articolo aggiornato con i dati del 9° Rapporto GIMBE sul Servizio Sanitario Nazionale (ottobre 2026).







