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Endometriosi, quando il dolore invisibile pesa su scuola e lavoro
In Italia convivono con l’endometriosi circa 1,8 milioni di donne. Non si tratta solo di una patologia ginecologica complessa, ma di una condizione che può incidere in modo significativo sui percorsi di vita, a partire dall’adolescenza. A evidenziarlo è una recente ricerca coordinata da Federica Facchin dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, pubblicata sulla rivista scientifica BMC Psychology.
Lo studio – realizzato in collaborazione con l’Università degli Studi di Milano e la Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico, con il supporto dell’Associazione Progetto Endometriosi APE ODV – ha coinvolto 971 donne italiane con diagnosi di endometriosi, offrendo uno spaccato concreto dell’impatto della malattia sulla quotidianità.
Una malattia diffusa e spesso sottovalutata
L’endometriosi è caratterizzata dalla presenza di tessuto simile all’endometrio al di fuori dell’utero, una condizione che può causare dolore pelvico cronico, stanchezza persistente e disturbi del sonno. Secondo l’Istituto Superiore di Sanità – l’ente pubblico che rappresenta il principale riferimento tecnico-scientifico per il Servizio Sanitario Nazionale – la patologia interessa tra il 5% e il 10% delle donne in età fertile.
Nonostante la diffusione, uno degli aspetti più critici resta il ritardo diagnostico: possono trascorrere dai 5 ai 12 anni prima di arrivare a una diagnosi corretta. Un intervallo che spesso coincide con fasi cruciali della crescita personale e professionale.
L’impatto sugli studi: assenze e rendimento ridotto
L’endometriosi può influire già durante il percorso scolastico e universitario, rendendo più complesso seguire le lezioni e affrontare gli esami. Secondo i dati raccolti, circa una donna su sei con la malattia segnala difficoltà negli studi, una quota che arriva quasi a una su quattro tra chi manifesta sintomi fin dall’adolescenza e riceve una diagnosi tardiva.
Nel concreto, più della metà di queste donne affronta assenze frequenti, oltre un terzo nota un calo del rendimento, e circa un terzo incontra difficoltà nella preparazione di esami e verifiche a causa del dolore. Numeri che rivelano una realtà spesso invisibile, ma che può avere conseguenze significative sulle opportunità formative e sulle scelte future.
Lavoro e carriera: un ostacolo silenzioso
L’endometriosi non riguarda solo la vita privata o gli studi: può avere effetti concreti anche sul percorso professionale. Lo studio evidenzia che circa una donna su cinque segnala un impatto sul proprio lavoro, una quota che sale a oltre una su quattro nei casi in cui i sintomi compaiono in giovane età e la diagnosi arriva in ritardo.
Proiettando questi dati sull’intera popolazione italiana, si stima che circa 306.000 donne possano affrontare difficoltà nei percorsi formativi, mentre quasi 396.000 potrebbero incontrare limitazioni, più o meno significative, nella vita lavorativa. Una realtà spesso invisibile, ma che può influire concretamente sulle carriere e sulle prospettive professionali.
I risultati dello studio sottolineano la necessità di intervenire su più fronti: ridurre i tempi di diagnosi, migliorare l’accesso a percorsi di cura e supporto, e promuovere una maggiore consapevolezza nei contesti scolastici e lavorativi. Perché, come emerge chiaramente dai dati, l’endometriosi non è solo una questione di salute: è anche una questione di opportunità, equità e qualità della vita.







