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LetExpo 2026, il “Valore Salute” entra nel cuore del welfare aziendale
Oltre 120mila visitatori e una partecipazione in costante crescita: LetExpo 2026 si conferma non solo come appuntamento di riferimento per la logistica sostenibile, ma anche come spazio di confronto su temi sempre più trasversali, tra cui il welfare e la salute. Organizzata da ALIS – realtà che riunisce operatori del trasporto e della logistica impegnati nello sviluppo sostenibile del settore – la manifestazione ha ampliato il dibattito includendo il ruolo strategico del benessere delle persone nei modelli di impresa. In questo contesto si inserisce l’intervento di Luciano Dragonetti, presidente di ANSI, associazione che promuove la diffusione della sanità integrativa come complemento al Servizio Sanitario Nazionale, e di Mutua MBA, società di mutuo soccorso leader in Italia per numero di associati.
Welfare sanitario: da benefit a leva competitiva
“Il welfare aziendale è sicuramente un asset strategico”, ha sottolineato Dragonetti, evidenziando come oggi non possa più essere considerato un elemento accessorio, ma parte integrante delle politiche aziendali e dei bilanci di sostenibilità. Un cambiamento culturale supportato anche dai dati. Secondo le analisi dell’Osservatorio Edenred – struttura di ricerca promossa da Edenred, gruppo internazionale specializzato in soluzioni per il welfare e i benefit aziendali – il welfare contribuisce in modo concreto alla crescita delle imprese, con un incremento della produttività stimato intorno al 2,1% per addetto e fino al 30% complessivo. Numeri che rafforzano una tesi chiara: investire nella salute delle persone non è solo una scelta etica, ma anche economica.
Una domanda crescente di Sanità Integrativa
A rendere ancora più evidente il cambio di paradigma è la domanda espressa dalla popolazione. “L’87% delle persone che non dispongono di forme di welfare le desidera”, ha evidenziato Dragonetti, sottolineando come questo dato chiami le imprese a una responsabilità sociale sempre più concreta.
Non solo: nove italiani su dieci dichiarano di voler accedere a strumenti di sanità integrativa, per colmare le difficoltà di accesso al sistema pubblico e i costi spesso elevati delle prestazioni private.
In questo scenario, il ruolo dell’azienda evolve. “L’impresa può diventare un vero e proprio gruppo di acquisto per il lavoratore”, ha spiegato Dragonetti, facilitando l’accesso a servizi sanitari e contribuendo a ridurre le disuguaglianze.
Il “Valore Salute” come patto tra impresa e persone
Il punto centrale dell’intervento è il passaggio da una logica di benefit a una visione più ampia, fondata su un rapporto di fiducia.
“Il welfare aziendale non è solo un benefit, ma deve diventare un patto fiduciario tra imprese e lavoratori”, ha affermato Dragonetti. Un patto che tiene conto delle condizioni reali della vita quotidiana: dalla gestione della salute personale alla cura di familiari fragili, fino all’impatto che queste situazioni hanno sull’equilibrio psicologico e sulla produttività. Investire nel benessere fisico e mentale delle persone significa, infatti, rafforzare il legame con l’azienda, migliorare il clima organizzativo e aumentare la fidelizzazione.
Verso una nuova responsabilità sociale d’impresa
Nel quadro delineato a LetExpo, il welfare sanitario integrativo emerge come uno degli strumenti più concreti per tradurre la sostenibilità in azioni misurabili. Non più elemento intangibile, ma leva capace di generare valore condiviso: per le imprese, per le lavoratrici e i lavoratori, e per l’intero sistema sociale. Una direzione che, come evidenziato da ANSI, richiede un ulteriore salto di consapevolezza: integrare stabilmente il “Valore Salute” nelle strategie aziendali, riconoscendolo come parte integrante della competitività e della responsabilità d’impresa.








